Una Vecchia Damigiana Diventa Una Lampada

Anni fa Filo aveva una passione, insieme al suo compare Michele, a primavera c’era il giro cantine.
Prendevano un furgone, un week end, soli o con qualche amico di bevute, e partivano alla ricerca del buon vino, ognuno con la sua damigiana. Non era nulla di più che una buona scusa per mollare a casa mogli e figlie e passare un paio di giorni tra uomini e alcol.

Non pensate a lussuose bottiglie o a cantine prestigiose. Nulla di tutto ciò!
Partivano con damigiane vuote e tornavano con le stesse piene di vino, recuperato chissà dove, sicuramente a buon prezzo. Non nego che siano venuti a casa anche con qualcosa di discreto o amabile , ad esempio dalla campagna vercellese, ma la maggior parte delle volte era vinaccio da dimenticare.

Il risultato era comunque quello di avere a casa uomini felici e damigiane piene in attesa del travaso nelle bottiglie.

Arrivava poi la giornata del’imbottigliamento, a casa una volta dell’uno, una volta dell’altro. Era una giornata di festa, per tutte le famiglie degli imbottigliatori. Grigliata, giochi, scherzi e fiumi di vino. Alla fine della festa gli imbottigliatori tornavano a casa con la loro damigiana vuota e un numero vario di bottiglie, di rosso e di bianco, in teoria. Ma chi dei ragazzi non è finito almeno una volta ospite a cena, magari del suocero, portandosi dietro una bottiglia di “quello speciale imbottigliato da me” che, una volta stappato, si scopriva contenere solo limpida acqua di fontana.
Scherzi da giornata dell’imbottigliamento.

Quando anche questa passione è passata e i nostri eroi hanno deciso che era molto più comodo comprare direttamente le bottiglie in cantine , le damigiane sono rimaste abbandonate nei vari garage, anche nel nostro.

Era un pochino che cercavo una lampada per casa nostra, senza trovare qualcosa che mi piacesse ma fosse anche di costo non esorbitante.
E un giorno, sistemando il garage, la folgorazione: faccio una lampada con una damigiana.

Ben lavata e asciugata e liberata della maglia di plastica aveva già preso un aspetto appetibile. Ho comprato da Ikea un bel paralume color taupe , che fa tanto figo detto cosi , ma trattasi di color talpa , nulla di stravagante in realtà, anzi un poco impressionante. E ho iniziato a dare il tormento a Filo. Perché certe cose da sola non le so fare, una su tutte : maneggiare le cose elettriche. Finalmente Filippo, sfinito dalle mie continue insistenze, ha deciso di mettere l’attacco della lampadina e il filo con l’interruttore, sul tappo della damigiana.

Una volta montata e appoggiata sul comò risultava però un pochino misera. Mi sono allora ricordata che in un lontano viaggio a Praga avevamo acquistato delle splendide mongolfiere in ceramica che non avevano mai trovato collocazione in casa. Inserite nella damigiana, appese al tappo e voilà

Vi piace? Ovviamente da casa a Treviso la nostra damigiana ora è venuta con noi a Lille.

 

 

Ah, ovviamente per Natale diventa il nostro presepe

4 commenti

  1. Ma che bella idea! Molto creativa! E bella la storia delle vecchie tradizioni socializzanti che chissà perché vanno perdute nel tempo. Uscire con damigiane vuote e riportarle piene e pure alticci, cosa vuoi di più? 😁

  2. Bellissima idea Elena, bellissimo Blog…raccontaci un po’ di belle storie..come sai fare… veleggiando tra ironia , fantasia e amore
    Sara… vicina di casa di Filippo e Mariangela…ahimè quanti anni son passati

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